Il settore dei Data Center, a livello globale, attrae investimenti e in Italia ha registrato transazioni per 750.000 mq e un valore di 650 milioni di euro, dal 2013 al 2021. Lo conferma l’ultimo Report pubblicato da Cushman & Wakefield dal titolo “Italy Data Center”, che definisce il mercato del nostro Paese non ancora maturo, ma in forte espansione.

L’Italia sta diventando un punto focale per la connettività tra Europa, Medio Oriente e Africa, grazie al cavo sottomarino multifibra che collegherà il Sicily Hub di Telecom Italia Sparkle a Palermo con la nuova landing station di Genova, direttamente connessa al ricco ecosistema digitale di Milano.

Attualmente in Italia ci sono 80 Data Center, la cui importanza appare ancor più fondamentale alla luce del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che punta sulla digitalizzazione, con circa il 21% delle risorse del PNRR (circa 40,32 miliardi) destinato a transizione energetica, mobilità sostenibile, istruzione, ricerca e salute.

La Lombardia è la regione italiana più sviluppata nell’ambito dei Data Center e la sede con la maggiore concentrazione è Milano, sostenuta da forti settori finanziari e ingegneristici. La principale area di interesse e sviluppo per il mercato dei Data Center è l'area Ovest (Settimo Milanese-Cornaredo).

L'Italia gioca un ruolo fondamentale per la connettività europea, grazie al cavo sottomarino multifibra che collegherà il Sicily Hub di Telecom Italia Sparkle a Palermo. Si registrano transazioni per 750.000 mq e un valore di 650 milioni di euro, dal 2013 al 2021

Segue Roma, che risulta sempre più interessante per gli investitori soprattutto perché copre le esigenze degli abitanti e delle aziende del centro e del sud Italia. 

Nell’ambito più generico degli investimenti immobiliari, si guarda al settore dei Data Center come un asset strategico, ma che presenta caratteristiche atipiche, con costi operativi, di costruzione e di manutenzione pari a diversi multipli dei costi previsti per altri asset.

È positivo il fatto che il settore dei Data Center, a livello globale, attragga investimenti non solo da parte di società di Real Estate, ma anche da fondi di Private Equity e fornitori di infrastrutture.

Il settore digitale è uno dei più energivori ed è tra i maggiori emettitori di CO2 al mondo, perciò sta crescendo la popolarità del Green Data Center, progettato per avere un impatto ambientale minimo. Infatti, 25 aziende e 17 associazioni hanno concordato un'iniziativa di autoregolamentazione per rendere i Data Center in Europa neutrali dal punto di vista climatico, entro il 2030. 

Gli obiettivi dichiarati sono:
 
• Dimostrare l'efficienza energetica con obiettivi misurabili
• Acquistare energia al 100% priva di carbonio
• Dare priorità alla conservazione dell'acqua
• Riutilizzare e riparare i server
• Cercare modi per riciclare il calore

Efficienti, sicuri e poco inquinanti. Il futuro dell’innovazione è tracciato.

 

 

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